Il potere della scrittura

Il mio è un blog legato all’informatica, mi piace però talvolta utilizzarlo per condividere parole che hanno poco in comune con gli aspetti tecnici di Linux, Fedora, Python o quant’altro.

I recenti fatti di Parigi – mi riferisco ovviamente all’attentato alla sede di Charlie Hebdo, datato 07 Gennaio 2015 – mi hanno fatto appunto riflettere sul potere della scrittura.

Delle semplici vignette di carta – perchè materialmente, di questo si trattava – hanno causato una scia impressionante di morti e suscitato sentimenti contrastanti in tutto il Mondo. È bene ricordare poi che, gran parte del nostro passato, presente e futuro, è condizionato da Testi Sacri che le varie religioni tramandano da secoli. Anche in ambito strettamente laico, non è necessario che io ricordi qui il potere che giornali e notiziari hanno sulle opinioni dell’individuo. Se da un lato quindi, la penna ferisce, condiziona e spaventa, da un altro punto di vista è capace di emozionare e trascinare. È il caso, ad esempio, dei testi delle canzoni di Pino Daniele, anche lui recentemente scomparso lasciando un vuoto all’interno del cuore di molti italiani. La scrittura può essere ovviamente strumentalizzata: i totalitarismi del Novecento si sono fondati proprio su di essa e sul potere della propaganda. Capita oggi poi, che un semplice SMS riesca a condizionare la nostra giornata e a migliorare notevolmente il nostro umore.

Come lo yin yang dei saggi orientali, la penna è un’arma che può essere usata per mille scopi: può veicolare un messaggio, può cercare di liberare parti nascoste della nostra anima, può parlare delle nostre radici oppure può scatenare guerre e liberare l’odio racchiuso nel profondo del nostro essere.

Mi sono chiesto però. Cos’è, per me, la scrittura?

Personalmente, ho scoperto di esserne dipendente. Nei miei trascorsi scolastici le consegne dei temi mi apparivano talvolta troppo specifici, limitanti e stringenti e talvolta troppo vaghe e privi di spunti. Ho sempre amato invece scrivere canzoni. Non perché io abbia particolari doti musicali, ma piuttosto perché da sempre sono attratto dal fascino quasi ermetico che la struttura di un testo musicale richiede. Recentemente invece, ho rispolverato questo blog trainato dalla mia passione per la tecnologia e ne ho aperto uno nuovo dominato dal mio entusiasmo per i film di animazione – www.cartone1.altervista.org -.

In passato tuttavia, ho sempre cercato di fermare la mia penna. In passato sì, ho sempre pensato che fosse una perdita di tempo, che sarebbe stato meglio concentrarmi sullo studio di un qualche nuovo aspetto legato alla programmazione o all’informatica. La vita di tutti i giorni opprimeva quella insana, morbosa voglia di esprimermi che mi porto dentro fin da bambino.

Ora so che mi sbagliavo. Ora so è che è impossibile reprimere i propri sentimenti. Così come la natura selvaggia e onnipotente trova sempre il modo di prevalere sulla cieca razionalità dell’uomo, i sentimenti riescono a riemergere furiosamente dalle sabbie mobili in cui tentiamo invano di nasconderli.

Non posso far altro che accettare quello che sono e convivere con ciò che provo.

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